Cos'è TheAuburnGirl?

L’evoluzione di TheAuburnGirl, da spazio in una community a sito web con collaborazioni eccellenti. Chiedete a Dior, Burberry e L’Oréal…

Abbiamo cominciato così

Se mi chiedessero come è cominciata l’avventura TheAuburnGirl… sono onesta, non so se sarei in grado di rispondere senza emozione.

La mia personale avventura col mondo del blogging è cominciata appena terminato il liceo. Avevo il mio spazio su l’allora Style.it: un prototipo di community, in cui ciascuno poteva personalizzare il proprio spazio, raccontare il proprio rapporto con la moda, esprimere la propria opinione su prodotti testati (una paid partnership ante litteram, solo che non venivamo pagate). Credo che non dimenticherò mai l’emozione di aver ricevuto il pacco con dentro due flaconi di Narciso Rodriguez. Seppur in maniera primitiva e confusa (e con un nome decisamente improbabile), avevo trovato la mia strada.

Negli anni ci sono stati esprimenti vari ed eventuali, alcuni davvero improbabili e poco credibili, ma se hai una passione che condividi con te sola, c’è poco da fare: l’errore è dietro l’angolo, specialmente se non sei una smanettona o un’informatico (perché non ho scelto quella Facoltà quando avrei dovuto!?). TheAuburnGirl è stato l’ultimo esperimento che, se non ancora definito e perfetto esteticamente, nei contenuti è come l’ho immaginato.

Nel 2013, TheAuburnGirl era un mio spazio, mio soltanto, dove esprimevo la mia creatività: ho coinvolto amici e familiari nella realizzazione dei miei primi servizi fotografici; quello realizzato a Taormina con gli abiti prestatimi da Christian Pellizzari rimarrà per sempre il migliore. Ho immaginato location, look, makeup, pose; posso affermare senza vergogna che non era un servizio fotografico perfetto, quando facevo la freelancer a Londra ho visto dal vivo quelli realizzati da brand importanti, aspiravo a quel livello lì anche se ne ero molto lontana, ma puntare all’eccellenza è uno sprone per migliorarsi sempre.

Tornando a TheAuburnGirl, ho detto appunto che facevo la freelancer e contemporaneamente gestivo il mio sito, ma, quando il giornale per cui lavoravo ha chiuso, non mi era rimasto molto se non la mia esperienza e il team di ragazze del reparto moda. Donne in gambissima, con la mia stessa passione, e lì ho azzardato: ho ceduto una parte di me per rimanere con quel team pazzesco. Mi trovavo a Palermo quando tutto è successo e, nel giro di soli 25 minuti, ho fatto una lista di pro e contro: io e le ragazze non avevamo più il giornale, ma avevamo i contatti, l’esperienza e la voglia di continuare e di farcela. TheAuburnGirl poteva essere la nostra base di partenza per reinventarci e ricominciare. 

Capita ancora che qualche PR mi chieda perché io abbia fatto tutto questo senza essere diventata ricca come una qualsiasi imprenditrice digitale o content creator, ma, benché cambino le definizioni, la mia risposta rimane sempre uguale: mi piace quello che faccio, mi piace lavorare in team, mi piace poter avere il privilegio di non essere perfetta per una sfilata o di criticare cosa vedo quando invitata, il tutto sempre con molto garbo e gentilezza. Una collezione può non piacere, ma non ho mai capito chi sente la necessità di stroncare e umiliare il lavoro di mesi di migliaia di persone. Non sono diventata ricca, c’ho anche rimesso, ma non cambierei la scelta fatta, né cambierei TheAuburnGirl. 

Sono passate molte ragazze dalla nostra redazione online, e ognuna di loro era Auburn a modo suo: chi molto rock, chi ribelle, chi posh come Charlotte York, tutte accomunate dal non avere remore nel dire la propria opinione, tutte libere, forti. Sono state il miglior esempio di empowerment che potessi avere.

Ecco cos’è TheAuburnGirl. E’ empowerment, per chi ci collabora e per chi legge.